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L'Adige: Africa, rapiti due operatori umanitari

3.7.2008, L'Adige: http://www.ladige.it/news/a_portale_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=6972
Africa, rapiti due operatori umanitari
 
 
 

somaliaBloccati da un commando sulla strada di collegamento con l’aeroporto. In questi giorni erano attesi a Bolzano per l’assegnazione del Premio Alexander Langer Faduma Abdirahman e Mahammud Abdi hanno operato nei progetti di solidarietà promossi dal sacerdote fassano

 
02/07/2008 19:31

 

Appena squilla il telefono, scatta come una molla. Risponde al cellulare, sperando che ci siano buone notizie. Nell'appartamento di Man S.Antonio don Elio Sommavilla, 81 anni, aspetta. Spera che gli amici somali vengano liberati al più presto. Del sequestro ha saputo ieri sera. Faduma Abdirahman, 60 anni, e Mahammud Abdi, 40 anni, sono stati rapiti. Si stavano dirigendo all'aeroporto di Mogadiscio. In volo sarebbero dovuti arrivare in Italia e poi in Trentino Alto Adige. Venerdì - assieme al sacerdote fassano, che in Somalia opera dal 1975 - avrebbero ricevuto il premio Alexander Langer, nell'ambito di Euromediterranea. Giovedì mattina la loro automobile è stata bloccata da un gruppo di guerriglieri. Questi sono scesi dal loro furgone pick-up, hanno puntato le loro armi automatiche, hanno trascinato fuori dalla macchina gli operatori umanitari e li hanno portati via. Assieme ad Abdi e Abdirahman, sono stati sequestrati un funzionario della Fao, Mohamed Sheekh, l'autista Mahadey e un assistente dell'orfanotrofio Ali Ma'ow. Ore di tensione in Somalia e in Trentino. Don Elio Sommavilla, con Iolanda Baldessari, opera nell'associazione «Water for life» (Acqua per la vita). «Speriamo che tutto possa concludersi nel migliore dei modi», ci dice lei, docente in pensione, da sempre impegnata nel volontariato. I due spiegano che Faduma e Mahammud erano attesi a Trento proprio in queste ore. Lui, assieme a don Sommavilla, avrebbe ricevuto il premio Langer: 10.000 euro per il villaggio di Ayuub, nella regione del Basso Shabelle. Un riconoscimento importante del lavoro fatto in Somalia. «Là -racconta il sacerdote - abbiamo creato una comunità autonoma: i primi passi li facemmo nel 1991-1992, nel pieno della crisi; aprimmo un orfanotrofio che ospitava più di 800 bambini; si è sviluppato e ora ci occupiamo anche di formazione professionale. Ci siamo allargati: abbiamo promosso le scuole primarie per 13.000 ragazzini in 36 diversi villaggi. Erano totalmente analfabeti, sfruttati dalle grandi imprese che producono e commercializzano banane (una grossa fetta di responsabilità ce l'hanno anche gli imprenditori, concessionari, italiani). Ora che le esportazioni sono bloccate, noi ne approfittiamo e li facciamo studiare». Il lavoro di formazione, in parte, era affidato a Mahammud, agronomo, laureatosi a Firenze, grazie all'aiuto del prete trentino. «Per lui Elio Sommavilla è come uno zio, un padre», dice la signora Iolanda. Faduma è la sorella di Mana Abdirahman, fondatrice della Ong Ayuub, interfaccia dell'associazione Water for life, di cui oggi è presidente Giuliano Bortolotti. «Purtroppo Mana è morta lo scorso dicembre. Per questo la sorella era stata invitata in regione, prima a Bolzano e poi a Trento. Il premio Langer, in origine, era per Mana». I volontari di «Acqua per la vita» sono sotto shock, anche se don Elio si sforza di rimanere calmo. Sono stati in costante contatto con l'ambasciata e con Mario Raffaelli, inviato speciale del governo italiano per la Somalia. Per il momento non ci sono segnali da parte dei rapitori. Non si sa se si tratta di un'operazione criminale a scopo di estorsione o se il gruppo di malviventi è animato da motivazioni politiche. Si teme che ci sia qualche collegamento con la componente radicale dell'opposizione islamica. I volontari spiegano che, in tanti anni, gli operatori umanitari non sono mai stati oggetto di "attenzioni". «È troppo presto per fare analisi della situazione - dice Raffaelli -. Di sicuro stiamo assistendo ad un forte aumento della violenza». Sono tentativi di destabilizzazione del paese africano? «A Gibuti governo e opposizione islamica hanno aperto un processo di dialogo. Entro un mese - previa costituzione di due comitati (per la sicurezza e per i problemi politici), presieduti da esponenti delle Nazioni Unite - si dovrebbe arrivare ad un accordo». Insomma si parla del ritiro degli etiopici e dell'intervento della comunità internazionale. «Qualcuno, nell'area dell'opposizione radicale, non gradisce. Può avere interesse a destabilizzare, ad aggravare al situazione, a fare vedere che le cose stanno andando male». Don Elio Sommavilla spiega che i disordini, continui, nel paese sono il frutto dell'immobilismo del mondo, Italia compresa: «Nel 1991 l'Italia non si è mossa, né si è mossa prima: stava bene, troppo bene con il regime del dittatore Siyaad Barre».

 
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