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L'Unità Somalia: nuovo rapimento: 5 operatori di una Ong italiana

1.7.2008, L'Unità http://www.unita.it/
Nuovo rapimento in Somalia: cinque operatori umanitari somali, tra cui una donna, sono stati rapiti ieri nel paese africano. Gli operatori appartengono all'organizzazione italiana «Water for life»,come ha spiegato il responsabile dei programmi per il paese Elio Sommavilla, mentre «il quinto operatore umanitario rapito lavora per la Fao», ha precisato il responsabile.

 

Ancora non sono chiare le circostanze del rapimento: non si conosce di preciso il luogo dove sono stati sequestrati gli operatori, se «a Mogadiscio oppure ad Afgoi, ad una quindicina di chilometri dalla capitale, considerato che i due operatori della Ong di Ferrara si stavano dirigendo in auto verso Mogadiscio» ha spiegato Sommavilla. Quello che è certo è che la situazione nel paese si fa sempre più critica per le associazioni umanitarie. Sono ancora prigionieri infatti i due cooperanti italiani rapiti il 21 maggio, Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, un cittadino britannico e un kenyota, oltre a tre operatori umanitari somali.

Sabato scorso due esperti delle Nazioni Unite, uno svedese e un danese, sono stati vittime di un sequestro-lampo nel sud del Paese. Il pagamento di un riscatto ha fatto riconquistare loro la libertà dopo solo qualche ora. Nella Somalia sprofondata nel caos dopo la caduta del regime di Siad Barre, nel 1991, nell'ultimo anno la situazione è precipitata per i combattimenti tra le deposte Corti islamiche e gli eserciti somalo ed etiope. La mancanza di un governo forte capace di ripristinare l'ordine e portare avanti il processo di riconciliazione nazionale ha reso il Paese particolarmente instabile e insicuro per gli operatori umanitari, chiamati a sostenere quasi due milioni tra profughi e sfollati a rischio malnutrizione. Quello dei sequestri negli ultimi anni è divenuto un business molto redditizio per le tante bande criminali che vivono nel Paese, dove oggi, secondo un recente rapporto delle ong, circolano tante armi quante ce ne erano durante il regime.

«Siamo in contatto con i nostri in Somalia e con l'ambasciata italiana a Nairobi», ha precisato Sommavilla, spiegando che «due degli operatori umanitari erano in partenza per l'Italia, per ricevere il premio 'Alexander Langer'». L'associazione per cui lavorano gli operatori è una associazione 'no profit' fondata a Trento nel 1987, da tempo impegnata in Somalia nello studio delle risorse idriche, l'agricoltura, l'assistenza agli orfani della guerra degli anni '90 e la gestione di scuole in alcuni villaggi del paese.

 

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