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Giorgio Mezzalira: Oberleiter, Battisti e il tritolo

18.1.2019, Corriere dell'Alto Adige - editoriale

Perché Cesare Battisti sì e Heinrich Oberleiter no? Non sono forse entrambi terroristi? Il bravo ragazzo della valle Aurina non è stato condannato a due ergastoli? Oltre ai terroristi rossi e neri, che aspetta lo Stato italiano a consegnare alle patrie galere anche quei sudtirolesi che si sono macchiati di crimini nella stagione delle bombe e che tutt'ora vivono al riparo fuori d'Italia? Si racchiude sinteticamente in questo ragionamento l'uscita del consigliere di “Alto Adige nel cuore – Fratelli d'Italia” Alessandro Urzì, il quale chiede al governo pentaleghista di muovere passi affinché Vienna conceda l'estradizione nei confronti di Oberleiter e di tutti i sudtirolesi latitanti. Ciò che non succederà, visto che la legislazione austriaca, al pari di molte altre, non prevede l'estradizione per reati politici. E la storia va avanti tra richieste di grazia per i responsabili degli attentati degli anni sessanta in Alto Adige e appelli al Presidente della Repubblica affinché non la conceda. Nel 2002 fu Alleanza Nazionale a premere con successo nei confronti di Carlo Azeglio Ciampi che stava per firmare il provvedimento. Ora è passato poco più di un mese da quando Oberleiter ha chiesto la grazia a Sergio Mattarella e il caso Battisti diventa per la destra locale di lingua italiana una ghiotta occasione per insistere, in perfetta linea di continuità, sullo stesso registro. Fratelli d'Italia a Roma fa sapere che sono “pronti alla battaglia” contro la grazia.

A Bolzano la Lega del “prima gli italiani”, oggi partito di giunta, in perfetto tono governativo accusa l'esponente di Alto Adige nel cuore di voler ostacolare in tal modo la pacifica convivenza. Mentre i Südtiroler Freiheit tornano a magnificare il sacrifico dei “combattenti per la libertà” per quanto di buono oggi si è raggiunto in Alto Adige. Niente di nuovo sul palco della politica nostrana. E' più interessante rivolgere l'attenzione all'accusa di terrorismo che accomuna Battisti e Oberleiter. I Proletari armati per il comunismo come il Bas (Comitato di liberazione del Sudtirolo)? L'accostamento stride e lo stesso Oberleiter, se interpellato, ripeterebbe quanto dichiarato nel messaggio che inviò alla commemorazione per i 50 anni della morte di Sepp Kerschbaumer: “Non eravamo né di destra né di sinistra, ma semplicemente spinti dall'amore per la Heimat”. Quasi che la causa sudtirolese, in quanto Causa di popolo, potesse nobilitarla. Un dato è certo, chi ha usato il tritolo come strumento di lotta politica ha preferito la strada della violenza, perseguendo il fine di polarizzare le parti e trasformare la soluzione della questione altoatesina in una lotta del bene (la Causa) contro il male. La narrazione degli anni delle bombe ancora trasuda di gesta e di eroi.

Ma il tema è il terrorismo e non c'è termine più approssimativo, nonché spesso abusato, di questo. Ne siamo testimoni diretti, visto che continuiamo a confrontarci su come definire chi compì gli attentati negli anni sessanta, se terroristi o attivisti. Dipende dalle prospettive. Nonostante secoli attraversati dalla violenza politica organizzata, il terrorismo resta un concetto difficile da definire, anche normativamente. Senza contare le diverse legislazioni nazionali e l'impasse diplomatica generata dall'asilo politico, tutti i tentativi fatti per codificarlo si scontrano alla fine con i criteri interpretativi (mancanti) dei termini usati nei commi. Quando un atto di violenza politica può definirsi “grave”? Né il lettore esperto né tanto meno quello profano saprebbe che significato attribuirvi in mancanza di istruzioni. Lo storico Francesco Benigno, autore di un saggio fresco di stampa su terrore e terrorismo, riporta che nel 1988 un'inchiesta fatta tra 200 studiosi aveva portato a una lista di 109 definizioni di terrorismo. Chissà quante sono oggi.

Ma quanti dei cosiddetti combattenti saprebbero rispondere come il capo guerrigliero ceceno Basaev che ammise di essere un terrorista che lottava per l'indipendenza del suo Paese?

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