Scritti di Alexander Langer

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La guerra giusta è sbagliata - newsletter ottobre

2.10.2022

«La guerra giusta è riapparsa solennemente all’orizzonte. Pacifista è tornato ad essere sinonimo di fifone, piagnone o alto traditore e cospiratore del nemico; nonviolento un aggettivo buono per sognatori». Sono parole di Alex Langer scritte nel 1991, ma rivolte a noi oggi. Poi proseguiva:

«L’argomento più forte dei sostenitori della guerra giusta è di ordine storico morale: “se Hitler fosse stato fermato già nel 1934, al momento dell’occupazione della Renania, si poteva forse risparmiare al mondo intero la tragedia del nazismo e della seconda guerra mondiale”. Dove per “fermare Hitler” si dà per scontato che si debba leggere “fare la guerra a Hitler”. E dove si dimentica che la coalizione anti-Hitler avrà, sì, battuto l’incubo del totalitarismo nazifascista, ma rifondato anche un ordine internazionale che ha tranquillamente consegnato mezza Europa ad un altro totalitarismo e l’intero sud del mondo allo sfruttamento e, in molti casi, a vecchi o nuovi colonialismi e totalitarismi».

E concludeva:

«Se quindi è giusto fare tutto il possibile per fermare aggressioni, ingiustizie e soprusi, a partire dal chiamarli per il loro nome e identificarli come tali, non mi sembra invece né giusta né risolutiva l’idea di farne derivare, con una sorta di funesto automatismo, l’azione bellica. La nonviolenza deve invece inventare nuovi strumenti, persuasivi ed efficaci, per ridurre il tasso di violenza nel mondo e per risparmiare bagni di sangue. Sono convinto che oggi il settore R&S (ricerca a sviluppo) della nonviolenza debba fare grandi passi avanti e non debba fermarsi solo alle ormai tradizionali risorse della disobbedienza civile».

Fa impressione leggere questi passi trent’anni dopo, nello scenario della concreta (possibile? probabile?) minaccia nucleare come sbocco della guerra in Ucraina. E c’è da chiedersi cosa abbiamo fatto in questi trent’anni per costruire l’alternativa alla strada segnata dalla guerra giusta.

La nonviolenza ha sempre tanti se e tanti ma, ma punta dritto alla difesa della vita, della libertà, della dignità. L’obiettivo è la vittoria militare o la pace? «Le armi non portano mai la pace», ha detto Papa Francesco. Possono portare a imporsi nel conflitto, questo sì, e tante volte è accaduto nella storia, ma non possono “fare la pace”, cioè costruire le condizioni di convivenza per cui non possa rigenerarsi la spirale di una nuova guerra di vendetta.

Ci si può impegnare per finanziare l’invio di armi sempre più efficaci. Oppure ci si può impegnare per finanziare la resistenza nonviolenta. Due scelte diverse, forse entrambe legittime, ma certamente incompatibili. O una o l’altra. L’industria bellica costruisce i fucili, la nonviolenza i fucili li spezza.

Noi abbiamo scelto di portare aiuti e finanziamenti alla nonviolenza organizzata in Ucraina, a chi vuole difendere il proprio paese, vittima dell’aggressore, con la resistenza nonviolenta.

Una iniziativa che vuole andare nella direzione della Ricerca & Sviluppo della nonviolenza è quella delle Carovane di pace in Ucraina, che lavorano dal basso per mantenere viva una sorta di diplomazia popolare e tenere aperto il dialogo, portare aiuti alle vittime, senza assumerne necessariamente il punto di vista. Tra gli obiettivi delle missioni, quello di gettare le basi per stringere accordi di partenariato tra le nostre reti e organizzazioni della società civile ucraina, tra cui i sindacati ed università locali; la possibilità di scambi giovanili tra le università italiane e quelle ucraine, e il rilancio a livello internazionale della campagna di sostegno agli obiettori di coscienza ucraini attualmente sotto processo. Analoga campagna di sostegno agli obiettori di coscienza è portata avanti anche sul versante della Russia, in un contesto drammatico e difficilissimo, tanto più alla luce della crescente mobilitazione alle armi dei giovani russi decisa da Putin.

Queste missioni di pace hanno l’obiettivo di gettare ponti e costituire reti tra tutti quei soggetti, laici e religiosi, che si pongono il problema della convivenza tra diversi, del rispetto del pluralismo linguistico e culturale, del sostegno anche psicologico alle vittime della violenza e della guerra, con le associazioni attive nel peacebuilding, la costruzione della pace e il rispetto dei diritti umani.

Mao Valpiana - presidente Movimento Nonviolento 

!!ATTENZIONE!!

LA CERIMONIA DI CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA E' STATA POSTICIPATA  A FINE OTTOBRE (DATA ANCORA DA DEFINIRE).

LE INFORMAZIONI VERRANNO AGGIORNATE NELLA HOMEPAGE

Appuntamenti

Life AFTER – Inaugurazione mostra fotografica della carovana per la pace – sabato 01/10 alle 09.30 presso Palazzo Muzio, Sondrio

Mi piacciono i fiori”  -incontri di formazione 03, 04, 08/10 presso l’ Istituto Federico II, JesiProseguono gli incontri di questo percorso per i 50 anni dell’obiezione di coscienza

XX Workshop sull’impresa sociale “Semi di futuro - Come costruire spazi di convivenza e pace? - lunedì 10/10 e martedì 11/10 a Trento.L’accoglienza: come creare spazi autentici di convivenza, dove nuovi e vecchi abitanti si sono trovati a interagire? Intervengono: Carlo Cominelli (Presidente K-Pax), Suleman Diara (Presidente Barikamà),Melissa Moralli (Ricercatrice di Welcoming Spaces), Federico Faloppa (Coordinatore Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d'odio, consigliere Fondazione Alexander Langer Stiftung). La sessione è a cura di Giulia Galera (ricercatrice di Euricse e vicepresidente di Fondazione Alexander Langer Stiftung).

"L’ atto atomico della nonviolenza”presentazione del libro con Gabriella Falcicchio e Mao Valpiana - venerdì 21/10 alle 18.00 presso l’aula magna del liceo Carducci, Bolzano.Aldo Capitini rappresenta una figura originale nel panorama culturale italiano ed europeo. Per la sua incollocabilità e scomodità resta sconosciuto ai più e, quando è noto, rimane più nominato che studiato. Mao Valpiana ne parla cn l’autrice, Gabriella Falcicchio.

“La comunicazione nonviolenta nelle relazioni educative - percorso formativo con G. Falcicchio per insegnanti, educatori, genitori - sabato 22/10 alle 09.00 al Centro civico Gries, Bolzano.Le relazioni educative rappresentano una porzione molto rilevante delle relazioni che viviamo quotidianamente, sia che svolgiamo professioni specifiche, sia che viviamo la relazione genitoriale; la comunicazione nonviolenta vuole offrire sia un punto di vista sulle relazioni umane che fa capo a una millenaria tradizione e su come viverle nel benessere di tutti, sia strumenti pratici per modificare il modo consueto e automatico di parlare ai bambini e ai ragazzi.

"Fascismi e internazionalismo democratico" - 900fest IX edizione - dal 26 al 29/10, Forlì

Dall’anniversario della Marcia su Roma al “mondo dopo l’Ucraina”, autorevoli studiosi italiani e internazionali si confronteranno in un fitto programma di incontri aperti a tutti.

Materiali

Lectio Langer” il 17 febbraio di quest’anno il prof. Fabio Levi ha tenuto la prima Lectio Langer dal titolo "Alexander Langer – un uomo del nostro tempo". Qui la versione PDF dell’opuscolo.

Nuovi arrivi in biblioteca

Toward Xenopolis – Visions from the borderland, K. Czyzewski - A partire dal suo lavoro presso la Fundacja Pogranicze (premio internazionale Langer 2004), una riflessione sui paesi di confine.

La scelta della convivenza, Alexander Langer - Una nuova edizione, introdotta da Gianfranco Bettin e un ricordo di Gad Lerner. Il volume è anche acquistabile a € 8.

S'avanza uno strano soldato, Gressani, Sacchetti, Sinigaglia. Un quadro delle lotte che attraversarono le caserme italiane dal 1970. Il volume è anche acquistabile a € 18. Qui un interessante materiale di approfondimento: la controinchiesta del 1972 di Lotta continua sulla morti di Malga Villalta.

News  quel che è successoIl 16 settembre in Iran Mahsa Amini è morta mentre era in custodia della polizia morale. Le proteste della popolazione sono dilagate in tutto il Paese e lo stato ha risposto con una repressione brutale e violentissima che però non è riuscita a fermare la sollevazione. Qui un articolo di Marina Forti.

Il 26 settembre è partita la carovana per la pace "Stop the war now" guidata da Un ponte per e Movimento Nonviolento nata per costruire dal basso un’alternativa alla guerra in corso e per contribuire alla immediata cessazione dell’invasione russa dell’Ucraina e all’avvio di negoziati tra le parti per dirimere con la diplomazia le attuali controversie. Tra gli obiettivi della missione il sostegno alle realtà nonviolente ucraine impegnate nella costruzione della pace. Qui il report.Infine dallo staff(LAVORA CON NOI -POSIZIONE APERTA)

Abbiamo chi costruisce ii ponti e chi esplora le frontiere, ci manca qualcuno che salti i muri!

Il C.d.A. lo vorrebbe con un’esperienza lavorativa di almeno due anni in ambito amministrativo-contabile, laurea triennale o formazione in ambito economico e con una buona conoscenza del Terzo Settore. A noi piacerebbe anche che avesse senso dell’umorismo, apprezzasse la gentilezza e gli ambienti collaborativi.  Annuncio completo e info per le candidature qui.

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